giovedì 30 luglio 2009

Fior di Neve e il ventaglio segreto





"Nella Cina del XIX secolo, quando mogli e figlie avevano i piedi bendati e vivevano in uno stato di isolamento quasi totale, le donne di una remota contea dell'Hunan ricorrevano a un codice segreto per comunicare tra loro: il "nu shu", "la scrittura delle donne". Le bambine venivano talora accoppiate come "laotong", "vecchie se stesse", in un vincolo di affetti destinato a durare per tutta la vita. Si scambiavano lettere tracciate a pennello sui ventagli o messaggi ricamati sui fazzoletti, e inventavano racconti, sfuggendo così alla propria reclusione per condividere speranze, sogni e conquiste. Ormai ottuagenaria e tormentata dai rimorsi, la protagonista ripensa al proprio passato e a Fiore di Neve, scomparsa ormai da molti anni."

Uno dei più bei libri che abbia mai letto. La storia, intensa e commovente, specialmente nell'ulitma parte del libro, narra sostanzialmente il grande vincolo di amore e di amicizia che si può stabilire tra due donne. Quel'amicizia mista a complicità che solo tra due esseri di sesso femminile si può venire a creare. 

La storia mi ha fatto riflettere propio su questo tema, l'amicizia, di ci ho già scritto su queto blog e che considero qualcosa di molto importante e mi  ha fatto rivivere momenti felici del mio passato.
Passato in cui avevo una vera amica. Eravamo proprio quasi come due laotong, due stesse, come le protagoniste, ma cresecendo e a causa di eventi estranei al nostro volere,come è accaduto a loro, ci siamo allontanate, ritrovandoci in seguito solo  come due estranee.

Ritornando a parlare del libro, credo che in questo testo Lisa See abbia dato il meglio di sè, riuscendo a creare un magico dipinto di dolcezza e sentimento, ambientato in una terra lontana dagli affascinanti costumi, la Cina, che ogni amante dell'oriente dovrebbe assolutamente possedere.
Se siete dotati di una spiccata sensibilità e amate le storie drammatiche, commoventi, allora vederete che apprezzerete molto questo testo, a mio parere un piccolo capolavoro.


lunedì 4 maggio 2009

Amici e presunti tali.










Quante persone si conoscono e si considerano amiche, mentre poi si rivelano in realtà soltanto degli ipocriti opportunisti?
A mio parere il vero amico è colui che nel momento del bisogno, anche se non può essere materialmente al proprio fianco, cerca di sostenerci, sì, anche solo moralmente e che si preoccupa davvero per noi.
Il vero amico è colui che è sempre disponibile a fare due chiacchere o anche soltanto a dire ciao.
Colui o colei che non si stanca mai di ascoltare ciò che si ha da dire, che dà virtualmente un colpetto sulla nostra spalla *patpats*, seppure seduto dall'altra parte del globo rispetto a dove siamo seduti noi.
Purtroppo però, quante persone che definite "amiche" lo sono davvero?Quanti sono solo degli appofittatori pronti ad abbandonarvi al momento del bisogno e quanti sono( se ci sono) coloro che per aiutarvi, rinuncerebbero anche a parte del proprio tempo, ricavando soltanto qualche danno e al massimo un ringraziamento?
Io personalmente conosco solo due veri amici e sul secondo inizio a nutrire qualche dubbio.
Forse gli unici compagni che non tradiranno mai la nostra amicizia, che non deluderanno mai le nostre aspettative di reciproca fedeltà e comprensione, che non si stuferanno mai di noi, sono proprio e soltanto i nostri amici animali.
Loro ci sono sempre e dopo soltanto dieci minuti di assenza, ci corrono incontro scodinzolando, facendoci mille feste e facendoci sentire importanti per loro.
E ora ditemi, quanti dei vostri amici vi fanno sentire davvero così e quanti di loro, effettuando un'accurata distinzione, meritano davvero il titolo di amico?



venerdì 1 maggio 2009

INFLUENZA A(H1N1)

Chunque sia interessato ad avere maggiori informazioni riguardo all'influenza A(h1n1) e a commentare insieme l'evolversi della situazione, è invitato a visitare il seguente indirizzo.
Grazie.

martedì 14 aprile 2009

Anisakis


Per completare quanto avevo scritto tempo fa, riguardo al sushi, vorrei aggiungere alcune fondamentali informazioni di cui sono entrata in possesso.
Anisakis simplex, Anisakis physeteris, o Pseudoterranova sp, conosciuti generalmente con il nome Anisakis, sono nematoidi( ovvero vermi dalla sezione circolare) che si trovano nell'intestino dei pesci e dei mammiferi marini, in grado di provocare una malattia nell'uomo, nota con il nome di Anisakidosi, la cui gravità può variare considerando la quantità di parassiti ingeriti e la sensibilità del consumatore.
Le specie a rischio sono: pesce sciabola, lampuga, pesce spada, tonno, sardine, aringhe, acciughe, nasello, merluzzo, rana pescatrice, molluschi e cefalopodi.
Per quel che riguarda la consumazione di pesce al ristorante, in Italia è in vigore un'ordinanza del 1992 che vieta ai ristoranti e ai punti di ristorazione collettiva di servire pesce crudo, marinato o affumicato a freddo, a meno che non sia stato precedentemente congelato a -20°C per almeno 24 ore(Ordinanza Ministeriale del 12/05/1992 Misure urgenti per la prevenzione delle parassitosi da Anisakis)
Tale procedura è sufficiente, qualora fossero presenti delle larve di tale parassita nel pesce, a disattivarle e quindi a renderle innocue per il consumatore, qualora le ingerisse.
In conclusione, consumare pesce crudo e quindi sushi, non dovrebbe essere un problema.
Basta scegliere un ristorante affidabile e che rispetti le norme stabilite.





Un piccolo premio


Salve a tutti!Come vedete sono ancora viva, sebbene non abbia aggiornato il blog da qualche mese.^^'
Nonostante ciò, visitando il mio blog, per vedere se vi fosse qualche commento, ho avuto una piacevole sorpresa.La mia amica Kanon, ottima scrittrice, ha conferito ad alcune persone e a me un premio, che potrete vedere con i vostri occhi.
Non vi sembra un idea carina?Pensate anche voi che il mio sia un fashion-blog?
In realtà non credo di meritarmelo, siccome non ho più scritto nulla, comunque cercherò di essere più costante.

lunedì 2 marzo 2009

Memorie di una Geisha

Memorie di una Geisha è un romanzo di Arthur Golden, che narra la storia di Chyo, una 
bambina proveniente da un paese di pescatori, la cui famiglia si trova in difficoltà per l'imminente morte della madre, affetta da un grave morbo.Il padre della bambina si trova così costretto a vendere lei e la sorella adolescente Satsu al signor Tanaka, uomo fondamentale per il futuro di Chyo, poichè la condurrà a Gion, dove entrerà a far parte di un okiya e sarà istruita per diventare una Geisha, mentre la sorella, minore
 in bellezza e virtù a Chyo, diverrà una prostituta.
E' proprio a Gion che avranno inizio la vera vita di Chyo, le sue difficoltà nel vivere nell'okya insieme ad Hatsumomo, una Geisha tanto crudele  quanto bella e  le sue speranze di ritornare nel suo villaggio natale insieme alla sorella.Sarà a Gion dove percorrerà la sua carriera di Geisha, con il nuovo nome Sayuri, aiutata da un'altra donna, Mameha.
Questo romanzo, a mio parere il più bello che abbia mai letto, riesce a descrivere al meglio un mondo tanto affascinante, che oggi sta scomparendo: quello delle geishe, che troppo spesso in Occidente vengono assimilate alle prostitute, errando.
Il termine Geisha significa infatti artista, in quanto coloro che si dedicvano a tale professione dovevano essere istruite nella danza, nel canto e nel suonare vari strumenti musicali, quali lo shamisen.Dovevano inoltre imparare a condurre discorsi arguti e intell
igenti, per allietare gli ospiti che dovevano intrattenere cantando, ballando, conversando o a volte semplicemente versando del te, secondo un'antica e precisissima cerimonia.
Le Geishe non offrivano il loro corpo in cambio di denaro, come le prostitute.Il loro compito non era assolutamente quello, anche se, qualora lo volessero, potevano avere 
un danna( letteralmente amante), con il quale però si stabiliva una relazione che andava oltre al semplice rapporto fisico, divenendo per loro una sorta di marito.Le Geishe tuttavia non si sposavano mai e qualora ne avessero avuto intenzione, avrebbero dovuto abbandonare il mestiere.
 Le Geishe, quindi, rappresentavano un modello di donna ideale, intelligente ed in grado di allietare gli uomini con dotte conversazioni, supplendo alla mancanza di donne "normali" istruite e colte.
Ritornando a parlare del romanzo vi consiglio assolutamente di acquistarlo, in quanto affascinante, delicato ed ottimo per tutti coloro che amano la cultura Giapponese. 

Sushi!

Eccomi con un nuovo argomento, il sushi, piatto che nell'odierno immaginario collettivo, rappresenta al meglio la cucina Giapponese, sebbene essa vanti anche di numerosi altri piatti davvero originali.
Tutti gli amanti del Giappone non possono fare a meno di assaggiare questo piatto o perlomeno di averne intenzione.
Io non ho ancora avuto la possibilità di gustarlo e a dire il vero, non sono mai stata in un ristorante Giapponese(ahimè, dovrò rimediare presto...), sebbene abbia frequentato numerose volte i ristoranti cinesi, alcuni anni fa, prima che si scatenasse la notizia della terribile influenza aviaria che è tuttora  presente in Cina.
A Genova ci sono numerosi ristornati Giapponesi, inoltre ho avuto notizia di un locale in cui è persino possibile affittare una stanza privata, in cui cenare inginocchiati dinanzi a un tavolo basso, con le tipiche bacchette e in perfetto stile giapponese. Sarebbe stupendo organizzare una cena in quel locale, indossando anche i kimono!
Ritornando a parlare del sushi, penso che ci sia un motivo per cui molti Japan Lover non hanno ancora assaggiato tale pietanza: la riluttanza( ed anche timore) per il pesce crudo.
Devo ammettere che questo spaventa un poco anche me, in quanto molte persone lo sconsigliano, mettendo in guardia da una possibile contaminazione da parassita anisakis.
Credo però che se il ristorante in cui ci si reca a cenare sia pulito e rispetti le norme igieniche, non ci siano rischi.
Di certo ho letto per non correre rischi con i surgelati, basta che siano congelati in modo ottimale e consumati entro la data di scadenza.
Vorrei proporre anche a voi questo quesiti: voi vi fidate?Mangereste il sushi o l'avete già mangiato?
Per quel che riguarda la mia decisione a riguardo, sicuramente entro la prossima settimana farò in modo di recarmi in un ristorante Giapponese e di assaggiarlo.Se vi fossero così tanti rischi e il pesce crudo fosse così nocivo, non credete che allora tutti i Giapponesi dovrebbero avere seri problemi di salute, dal momento che il pesce crudo è uno dei loro maggiori elementi culinari, insieme al riso?